domenica 12 luglio 2009

Libri tascabili


Collegato al post precedente, va citato l'altro fenomeno di quegli anni che favorì le esigenze di lettura ,soprattutto degli studenti, quello dei libri in edizione economica.


La vera rivoluzione 'tascabile' dell'editoria italiana ha luogo solo nel 1965, e precisamente il 27 aprile, con l'uscita nelle edicole del primo Oscar Mondadori: Addio alle Armi di Ernest Hemingway. Il primo Oscar esaurirà in giornata una tiratura di 60.000 copie. La ragione del successo degli Oscar sta in diversi fattori: in primo luogo il prezzo, fisso e molto conveniente (350 lire); la presenza in edicola ogni martedì; un catalogo di testi (rigorosamente di narrativa) che a differenza dei classici BUR era basato sui successi editoriali degli ultimi anni; una prima timida forma di marketing pubblicitario; le accattivanti copertine a colori. In questo modo la casa editrice Mondadori veniva incontro alle esigenze di un pubblico più vasto di quello tradizionale delle librerie. Infine, il tascabile, essendo considerato pubblicazione periodica, godeva di notevoli sgravi fiscali.

Il successo degli Oscar scatenò una corsa ai tascabili da parte di case editrici piccole e grandi, decise a invadere questa nuova, inattesa fetta di mercato sfruttando in molti casi il proprio catalogo ripubblicandone i titoli nel nuovo formato economico. Dopo gli Oscar Mondadori, in maggio uscirono i Grandi libri Garzanti; in giugno i tascabili Sansoni; in settembre Dall'Oglio e Longanesi, oltre a molti altri editori minori o esordienti. Le edicole furono letteralmente sommerse di volumi. L'esigenza di collocarsi sul mercato andava naturalmente a scapito della qualità: in generale questi tascabili erano traduzioni di opere straniere, spesso cattive e frettolose o tagliate senza indicazioni.


Dagli anni '70 in poi, i tascabili mantennero piccolo il formato, ma non il prezzo...

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